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La campagna tunisina contro la violenza sulle donne ed i suoi effetti sul pubblico

November 25, 2017

 

 

 

Lo scorso 23 Novembre, per le strade di Tunisi, sono apparsi dei manifesti che denunciavano la violenza di genere sulle donne.

 

Il Paese della primavera araba veniva da una profondo momento di sensibilizzazione che  ha avuto il suo culmine con l'approvazione della legge che punisce il reato di violenza contro le donne, lo scorso 26 luglio 2017.

 

Sulla scia di questo iniziale slancio, il fondo dell'ONU per la popolazione UNFPA ha finanziato questa campagna di comunicazione in cui si ritraggono delle donne di spalle al pubblico con delle frasi descrittive dei principali luoghi comuni sulle donne.

 

 

LE FRASI

 

Ecco alcuni esempi delle frasi stampate sui manifesti:

  • immagine di una giovane donna violentata con la frase "finirà per dimenticare"

  • immagine di una donna molestata sul luogo di lavoro con la frase "altre meno fortunate sono disoccupate"

  • immagine di una donna aggredita dal marito con la frase "è il destino che ha voluto così".

 

I RISULTATI

 

La campagna ha provocato un generale disappunto. Sui social network si sono susseguiti una serie di interventi radicali, da parte di associazioni tunisine, opinion leader religiosi, membri della classe religiosa e politica, che hanno condannato i contenuti del messaggio pubblicitario perchè "fuori dalla morale" e "libertini".

 

Molti destinatari hanno frainteso il messaggio e decifrato le frasi come reali giustificazioni alle azioni di violenza, interpretando la campagna come un "rafforzativo" delle proprie convinzioni, esternandole sui social network.

 

Commenti e condanne anche da parte delle diverse associazioni che si occupano di tutela dei diritti delle donne, che invitano i creatori della campagna di comunicazione a riflettere sulle reali condizioni della donna in Tunisia.

 

Era prevedibile in una nazione - oggi moderata ed impegnata in una profonda occidentalizzazione dei propri valori - che però viene fuori da una profonda tradizione di radicale in cui i diritti delle donne erano ignorati?

 

La Tunisia di oggi, pur venendo fuori da una radicata (e radicale) islamizzazione delle istituzioni,  è dipinta come una nazione impegnata in un processo di occidentalizzazione dei propri valori, ma la domanda che ci poniamo in questa sede è se tutto questo poteva essere previsto in sede di pianificazione.

 

 

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