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Obbligo di fornire il preventivo e nuova legge sulla concorrenza - legge del 4 agosto 2017, n. 124

August 31, 2017

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I Saldi: cosa sono ed il loro impatto sull'economia.

January 4, 2018

 

Questo articolo potrebbe sembrare banale e scontato ma non lo sarà.

Il mio primo articolo del 2018 infatti affronterà il tema delle vendite di fine stagione cercando di fornire una descrizione sintetica ed esaustiva di questo fenomeno economico che divide le opinioni degli esperti, una sintesi ragionata del disegno di legge che regolamenta i saldi.

 

COSA SONO

Le “vendite di fine stagione” (o saldi), riguardano i prodotti di carattere stagionale che subiscono un notevole deprezzamento se non sono venduti entro un certo periodo. Ciò vuol dire che questa riduzione del prezzo di un oggetto è utile esclusivamente su tutti quei prodotti che non hanno un carattere "continuativo", ossia che nel prossimo futuro non verranno più proposti dal rivenditore o prodotti dal produttore.

Solitamente questa strategia servirebbe a rientrare dell'investimento che il negoziante "rischia" all'inizio della stagione di vendita permettendo allo stesso di recuperare i costi sostenuti ma riducendo al minimo i ricavi al fine di avere uno sconto attraente.

 

POLARIZZAZIONE

Sicuramente i saldi hanno un effetto polarizzante sull'economia delle vendite dirette.

Esse si concentrano in determinati periodi a scapito di tutto il resto dell'anno in quanto il consumatore è ben disposto ad attendere il periodo più conveniente per effettuare un acquisto.

 

I GRANDI SOGGETTI COMMERCIALI

Le vendite di fine stagione possono favorire i soggetti commerciali che hanno un'alta capacità di investimento e possono accedere a prezzi più convenienti grazie all'economia di scala: acquistare più cloni dello stesso prodotto al fine di abbassarne il costo.

Questa condizione permetterebbe ai grandi commercianti di ottenere un utile anche durante il periodo dei saldi perchè, avendo più margine di profitto, avrebbero la possibilità di garantirsi uno sconto invitante senza precludersi il guadagno.

 

LA NORMATIVA VIGENTE, DIRITTI E DOVERI

Le vendite di fine stagione sono regolate dal D.L. n° 114/98 del 31 marzo 1998.

Ne riportiamo qui una sintesi ragionata che può essere utile sia al titolare dell'esercizio commerciale che al cliente-tipo.

 

"Per vendite straordinarie s’intendono le vendite di liquidazione, le vendite di fine stagione e le vendite promozionali nelle quali l’esercente dettagliante offre condizioni favorevoli, reali ed effettive, di acquisto dei propri prodotti.
Le vendite di fine stagione riguardano i prodotti, di carattere stagionale o di moda, suscettibili di notevole deprezzamento se non sono venduti entro un certo periodo di tempo.
Nelle vendite disciplinate dalla normativa lo sconto o il ribasso effettuato deve essere espresso in percentuale sul prezzo normale di vendita che deve essere riportato, insieme al prezzo finale.  
Le regioni, sentite i rappresentanti degli enti locali, le organizzazioni dei consumatori e delle imprese del commercio, disciplinano le modalità di svolgimento, la pubblicità anche ai fini di una corretta informazione del consumatore, i periodi e la durata delle vendite di liquidazione e delle vendite di fine stagione".

 

REGOLE PRINCIPALI:


1. La vendita di fine stagione deve essere preceduta da comunicazione – da parte del negoziante -  al Comune.

2. Le condizioni favorevoli di acquisto prospettate al consumatore attraverso il messaggio pubblicitario devono essere reali ed effettive.

3. I prodotti esposti per la vendita nelle vetrine esterne o all’ingresso del locale e nelle immediate adiacenze dell’esercizio o su aree pubbliche o sui banchi di vendita, ovunque collocati, devono indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico, mediante l’uso di un cartello o con altre idonee modalità; quando siano esposti insieme prodotti identici dello stesso valore è sufficiente l’uso di un unico cartello. Negli esercizi di vendita e nei reparti di tali esercizi organizzati con il sistema di vendita del libero servizio l’obbligo di indicazione del prezzo deve essere osservato per tutte le merci esposte al pubblico.

4. I dati da esporre nei cartellini sono:
a) Il prezzo normale (quello originario);
b) La percentuale (x %) di sconto sul prezzo normale di vendita;
c) Il prezzo finale di vendita (quello scontato).
5. Il prezzo va obbligatoriamente indicato in euro; l’indicazione in lire può essere usata in via di mera opportunità.
6. Alle vendite di fine stagione non si applicano le norme relative alle vendite sottocosto: l’esercente, dunque, è libero di vendere i prodotti anche a prezzo inferiore a quello di acquisto.
7. Il commerciante, pur non avendone l’obbligo legale, continuerà ad accettare i pagamenti con carta di credito e POS secondo i termini delle relative convenzioni.
8. In caso di mancanza di conformità del bene al contratto (difetti o mancata corrispondenza rispetto alle caratteristiche descritte prima della vendita) il cliente ha diritto, ai sensi del D.Lgs. n.24/2002:
a) al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione (a scelta, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro);
b) ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto (se la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose; se il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione entro un congruo termine; se la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata hanno arrecato notevoli inconvenienti al consumatore).

E' bene però precisare che la responsabilità del venditore al dettaglio sorge per il difetto di conformità del bene al contratto esistente al momento della consegna (ma si presume per legge che i difetti che si manifestano entro sei mesi dalla consegna esistessero già a tale data):
a) il venditore è responsabile quando il difetto si manifesta entro due anni dalla consegna del bene;
b) il consumatore decade dalla garanzia se non denuncia al venditore il difetto di conformità entro due mesi dalla scoperta (a meno che il venditore non abbia riconosciuto l’esistenza del difetto o non l’abbia occultato); detto termine è più ampio di quello di 8 giorni originariamente previsto dall'art.1490 del codice civile per la denuncia al venditore di eventuali vizi scoperti;
c) l’azione legale per far valere di difetti non dolosamente occultati dal venditore si prescrive in 26 mesi dalla consegna del bene.
9. Fatta eccezione per i casi di mancata conformità del prodotto, di cui al n.8), la merce acquistata - in qualsiasi periodo dell’anno e non solo durante le vendite di fine stagione o "saldi" - non è, da un punto di vista legale, "soggetta a cambio", nel senso che l’acquirente non ha alcun diritto, riconosciuto dalla legge, alla sostituzione della merce. Al di là dello "stretto diritto", si auspica, comunque, l’uso della massima disponibilità e cortesia nei confronti del cliente.
10. Il cosiddetto "diritto di recesso" o "di ripensamento", esercitabile normalmente entro sette giorni dall’acquisto, nulla a che vedere con gli acquisti conclusi all’interno di un esercizio commerciale, concernendo invece, ai sensi del D.Lgs. n.50/92, i contratti negoziati fuori dei locali commerciali, e cioè:
a) durante la visita di un operatore commerciale al domicilio del consumatore o di un altro consumatore ovvero sul posto di lavoro del consumatore o nei locali nei quali il consumatore si trovi, anche temporaneamente, per motivi di lavoro, di studio o di cura;
b) durante una escursione organizzata dall'operatore commerciale al di fuori dei propri locali commerciali;
c) in area pubblica o aperta al pubblico, mediante la sottoscrizione di una nota d'ordine, comunque denominata;
d) per corrispondenza o, comunque, in base ad un catalogo che il consumatore ha avuto modo di consultare senza la presenza dell’operatore commerciale.

 

Fonti: Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana; La Stampa; Il Sole 24ore; Codacons; Confesercenti

 

 

 

 

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