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Il braccio di ferro tra GDPR e Blockchain.

September 6, 2019

Quando parliamo di Bitcoin ed Ethereum, per citare due forme rappresentative dell’esteso mondo delle criptovalute,  ci riferiamo pressoché esclusivamente alle transazioni finanziarie. Tuttavia il “DNA” di questo sistema di pagamento è la “blockchain” ed i suoi ambiti di applicazione vanno ben oltre il concetto della moneta elettronica.

L’utilizzo della blockchain trova infatti il suo presente e futuro nella sanità, nella salvaguardia della proprietà intellettuale, la logistica, la compravendita immobiliare, il voto elettorale, le assicurazioni e la validazione dei certificati accademici, solo per fare qualche esempio.

 

Il vantaggio più grande apportato dalla tecnologia blockchain è quello di essere un registro digitale delocalizzato; insomma un “Hyper-ledger” per dirlo con un termine della fiction anglosassone e ottenere un archivio  immutabile e incorruttibile.

 

Questi pregi della blockchain sono tuttavia potenziali minacce alla privacy. Infatti, l’immutabilità delle informazioni in essa contenute è alquanto poco compatibile con il nuovo regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali (GDPR).

 

In primo luogo e come abbiamo appena detto, le blockchain sono decentralizzate, rendendo particolarmente difficile se non improbabile allocare la responsabilità del titolare del trattamento dei dati ovvero anche il solo suo reperimento, seppur congiunto, pertanto venendo meno ad uno dei presupposti base del GDPR.

 

Il secondo nodo che viene al pettine, o meglio i due nodi, sono per l'appunto riuscire a conciliare l’immutabilità della blockchain e la sua univoca possibilità di aggiungere dati e non di sottrarne, con l’imprescindibile esigenza che i dati possano essere modificati oppure cancellati, al fine della conformità legale a quanto previsto dagli articoli 16 e 17 del GDPR, nei rispettivi termini di poter richiedere la rettifica dei propri dati e di esercitare il cd. “diritto all’oblio”. nonché rispettare i principi generali di minimizzazione dei dati e limitazione delle finalità.

 

Un bel rebus per gli stakeholders delle  tecnologie blockchain.

 

Al riguardo, vi parlerò nel prossimo blog delle possibili soluzioni, dell’importanza della privacy by design e dell’orientamento del Parlamento Europeo sulle blockchain.

 

 

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